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XVI edizione I Colloqui Fiorentini

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Vincitori

V edizione, 2006
Italo Svevo "Quella mia certa assenza ch'è il mio destino"

SEZIONE TESINE TRIENNIO

Presidente di Giuria: Prof. Costantino Esposito, Università di Bari

Le Pleiadi fra pensiero e realtà
di Teresa Pampaloni, Benedetta Magliulo, Andrea Cuminatto, Bernardo Pacini
classe III F, Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: per la non comune capacità di enucleare dai testi di Svevo – letti con attenzione e citati come pertinente documentazione di un percorso organico – un giudizio consapevole, ed espresso in maniera personale, sul dramma moderno della separazione tra pensiero e realtà.

Nel nome dell'assenza
di Valentina Bianchi, Giulia Bertulazzi, Stefano Mafrica, Federico Raschellà, Andrea Putignano
classe IV H, Liceo Scientifico "Lanfranconi", Genova

Motivazione: per l'originale percorso attraverso l'onomastica sveviana, non fine a se stesso ma rivelatore della dolente traiettoria dell'umano descritto dall'Autore, nel segno della perdita del Padre.

Italo Svevo. Il destino: alibi e mancanze
di Maria Di Noia, Diletta Mugnai, Camilla Maestrini
classe II F, Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: per la capacità di inquadrare Svevo all'interno del contesto problematico del primo Novecento e insieme per l'enucleazione di domande legate al rapporto tra i testi dell'Autore e i problemi posti dall'esperienza umana.

MENZIONI D'ONORE

- L'orgoglio: un'affezione che oscura la libertà
di Lucia Gorini, Francesca Palloni, Emanuela Paradiso
classe II, Liceo Classico "Sacro Cuore", Milano

Motivazione: per la capacità di cogliere la differenza tra l'atteggiamento umano di Svevo e quello di Dostoevskij, riguardo all'orgoglio che non permette alla libertà di aderire al suo oggetto.

SEZIONE TESINE BIENNIO

Presidente di Giuria: Prof. Costantino Esposito, Università di Bari

L'onnipresenza dell'eroe classico e l'assenza dell'inetto sveviano
di Costanza Materassi e Annalisa Tognazzi
classe II F, Liceo Scientifico "Rodolico", Firenze

Motivazione: per la capacità di nesso intelligente tra l'epica (Omero e Virgilio) e l'opera di Svevo e per la precisa conoscenza dei testi, utilizzati come documentazione dei quattro paralleli tematici, ruotanti attorno alla differenza tra l'eroe e l'inetto.

Vivere per morire… scrivere per vivere
di Letizia Mannucci, Valerio Peruzzi, Jessica Semboli
classe II A, Istituto Superiore "Sarrocchi-Roncalli", Poggibonsi

Motivazione: per l'originalità del metodo d'affronto (paragone di Svevo con l'esperienza personale) e per la messa a fuoco del nesso tra scrittura e vita.

Il vecchione. Da "I Racconti" di Svevo emerge il protagonista del suo romanzo non scritto
di Caterina Canneti, Gabriele Gori, Giulia Turrini, Giulia Zamillo
classe II G, Liceo Scientifico "Russell-Newton", Scandicci

Motivazione: per la puntuale ricostruzione del racconto Il vecchione, che rivela una spiccata predisposizione alla lettura e alla analisi letteraria.

SEZIONE NARRATIVA

Presidente di Giuria: Prof. Gino Tellini, Università di Firenze

Tra assenza e coscienza
di Elisa Gianni e Niccolò Fabbroni
classe IV D, Liceo Linguistico "Vittoria Colonna", Arezzo

Motivazione: dalla realtà della biografia e dell'opera di Svevo, il racconto trae liberamente la vicenda di un personaggio che - per ubbidienza al padre - si è dedicato a una professione (lucrosa) che non fa per lui e che lo lascia insoddisfatto. La salvezza sopraggiunge soltanto con la riconquistata coscienza di sé. La situazione delineata nel racconto si segnala per originalità e chiarezza di esecuzione.

Il paziente impaziente
di Bernardo Pacini
classe III F, Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: intorno al tema sveviano che riguarda i limiti della scienza medica e la sua incapacità di curare la "vita", il racconto descrive la situazione abbastanza paradossale di un paziente che mette in scacco il suo psicanalista (paradossale per quanto attiene alla resa incondizionata del dottore). Il taglio e la scrittura rendono abbastanza efficace il quadretto.

Delirio della razionalità
di Marco Tomassini
classe III B, Liceo Classico "Galileo", Firenze

Motivazione: il racconto delinea la seduta di un paziente - fumatore incallito - nello studio di un Dottor S., psicanalista. Il paziente ha il sopravvento sul dottore, che infine resta «sperso e spaurito». La scena è tratteggiata con scorrevolezza e vivacità. L'eloquenza un po' avvocatesca del paziente, tuttavia, e la sua teoria relativa alla funzione liberatoria della malattia sono più di segno pirandelliano che sveviano.

MENZIONI D'ONORE

- La consapevolezza della fine
di Seraglio Mara
classe V C ind. Linguistico, Liceo Classico "Giacomo Zanella", Schio, Vicenza

- La coscienza di Svevo
di Riccardo Dal Ferro
classe V C ind. Linguistico, Liceo Classico "Giacomo Zanella", Schio, Vicenza

SEZIONE ARTE

Presidente di Giuria: Dott. Marco Vianello, Università Cattolica di Milano

L'ultima sigaretta
di Giorgia Bietolini
classe III B, Liceo Classico"Galileo", Firenze

Motivazione: il lavoro si presenta interessante e ricco di sfaccettature da sottolineare. In primo luogo lodabile è la volontà di entrare in rapporto con la situazione presentata nel romanzo di Svevo, carpendone il contesto e le implicazioni umane ed esperienziali. E, a partire da questo, tentare un percorso di attualizzazione, quasi un "calarsi nella parte", vestendosi e atteggiandosi sulla falsariga del personaggio del romanzo. Il tutto ha un che di teatrale, che però non lo priva della freschezza e della verità che scaturiscono da un rapporto non superficiale con il tema trattato. In secondo luogo, interessante è l'aspetto formale del lavoro, innanzitutto nel taglio compositivo, non banale e equilibrato nella sua asimmetria, che finisce per coinvolgere l'osservatore stesso, portandolo, a sua volta, a "calarsi nella parte". Per concludere, assolutamente calzante è il rapporto tra l'esito contenutistico, formale ed estetico e i due brani del romanzo ai quali ci si è ispirati.

senza titolo
di Benedetta Tanganelli
classe III A, Liceo Scientifico "Redi", Arezzo

Motivazione: difficilmente si poteva trovare una fotografia che esprimesse in maniera più icasticamente pregnante l'esperienza umana che emerge dalla letteratura di Svevo: la via di fuga è data, ci attira con la sua luminosità, ma l'accesso è stretto e non immediato; la libertà dell'uomo deve faticosamente mettersi in gioco e uscire dal buio che incombe sul piano del suo trascorrere.

Autoritratto scolpito nella pioggia
di Stefano Daddi
classe V C, Liceo Scientifico "Cicognini", Prato

Motivazione: assolutamente elogiabile è la serietà con cui è stato affrontato il lavoro, sia dal punto di vista ideativo che da quello esecutivo. Notevole è la capacità, legata ad un approfondimento critico, di trovare un rapporto e una consonanza tra la scultura di Quinto Martini e la letteratura di Svevo – apparentemente lontane e qui inusitatamente accostate -, sul piano dell'umanità e della verità di esperienza in esse presentata.Questa consapevolezza si è inverata in una scelta formale che non ha soluzione di continuità con il contenuto che si intendeva proporre, di cui è, anzi, diretta emanazione. A testimonianza di questo sta la possibilità di giustificare ogni scelta compositiva, formale e fattuale attraverso un preciso riferimento ad un aspetto di contenuto.
Ammirevole, infine, l'impegno nell'esecuzione formale e nel confrontarsi con un materiale non immediato come l'argilla.

MENZIONI D'ONORE

- senza titolo
di Ilaria Ponziani
classe II C, Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci", Firenze

Motivazione: da sottolineare l'evidente immedesimazione con il brano scelto, da cui è derivata un'ammirevole e originale traduzione in immagine. Elogiabile è la padronanza della tecnica del fotomontaggio, utilizzata con criterio e con notevoli esiti formali e compositivi.

SEZIONE PROGETTO DIDATTICO

Presidente di Giuria: Prof. Riccardo Bruscagli, Università di Firenze

Un modulo di letteratura Italiana creato da un gruppo – Classe: Educazione Letteraria dal testo
del Prof. Leonardo Pasqualetto, con la classe V, Liceo Scientifico "Rogazionisti", Padova

Motivazione: il progetto, che verte sulla tematica dell' "autoestraniamento" facendo centro sulla "Coscienza di Svevo", ma estendendosi anche in direzione di altre, molteplici figure di scrittori e intellettuali (Saba, Slataper, Montale, Pirandello) si raccomanda per l'accuratezza con cui l'area semantica e culturale individuata - "inettitudine/noia/spleen/nausea/assenza di sé " - viene saggiata e finemente ricostruita, anche con l'ausilio di un Grafico strutturale e di una mappa semantica di apprezzabile originalità.

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