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I Colloqui Fiorentini

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Vincitori

VI edizione, 2007
Cesare Pavese "Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?"

SEZIONE TESINE TRIENNIO

Presidente di Giuria: Prof. Costantino Esposito, Università di Bari

Come chi giunge in un paese nuovo
di Valentina Bianchi, Giulia Bertulazzi, Stefano Mafrica, Andrea Putignano, Federico Raschellà
classe V H, Liceo Scientifico "Lanfranconi", Genova

Motivazione: per aver ricostruito e attraversato in maniera felice numerosi passaggi dell'opera di Pavese, mettendo in luce in questo percorso il significato di alcune categorie decisive della sua poetica – su tutte quella di "mito", non fatto più coincidere con il mero irrazionale, ma come il luogo di svelamento della verità profonda del reale che sempre ci interpella, e proprio attraverso le tracce di una risposta possibile riapre la domanda fondamentale dell'Autore sul perché della nostra attesa.
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L'attesa e l'errare inquieto
di Chiara Bandini
classe I H, Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: per aver proposto una lettura di Pavese fortemente segnata da un'immedesimazione personale con quella ferita sempre aperta che la poesia rappresenta per l'Autore, allorquando ci permette di scoprire il dato della realtà come il movente originario delle domande ultime dell'esistere, attratte inspiegabilmente e al tempo stesso tragicamente dalla scoperta di una grande promessa.
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La letteratura nella coscienza di Pavese
di Giordano Del Chiaro, Marta Giammattei, Gherardo Micheli, Martina Modena, Roberto Simonini
classe II A, Liceo Classico "Machiavelli", Lucca

Motivazione: per aver tentato di restituire un'immagine non stereotipata di Pavese, tratteggiando il dramma della sua solitudine, l'amarezza di fronte agli aspetti negativi della realtà e insieme il suo inesausto desiderio di apertura alle cose.
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MENZIONI

- Val la pena che il sole si levi dal mare e la lunga giornata cominci?
di Anna Castelli, Carolina Francioni, Francesca Magliulo
classe I F, Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: per essersi lasciate investire dalla provocazione esercitata dai testi di Pavese e aver messo a fuoco in maniera appassionata il grido dell'Autore di fronte alla finitezza delle cose, una finitezza intensamente amata perché non si presenta solo come esperienza di uno scacco, ma, attraverso la bellezza che ci mostra, rende drammaticamente grande il nostro desiderio.

- Dov'è questa felicità?
di Miriam Grandi e Laura Bianca Morselli
classe V A scient. e classe V A ling., Liceo Linguistico "Malpighi", Bologna

Motivazione: per aver arrischiato un personalissimo incontro poetico con il poeta Pavese, facendo vibrare le proprie esigenze e le proprie delusioni attraverso alcune delle parole prese a prestito dall'Autore, per dire come le cose – anche vane e caduche – segnalino irresistibilmente un orizzonte di positività.

SEZIONE TESINE BIENNIO

Presidente di Giuria: Prof. Costantino Esposito, Università di Bari

Attendendo il mattino
di Federica Cappelli, Elena Croci, Mattia Lotti, Giulio Lusini, Rossella Sannino
classe II B, Liceo Scientifico Tecnologico "Sarrocchi-Roncalli", Poggibonsi (SI)

Motivazione: per aver letto con intelligenza e partecipazione diversi testi pavesiani, cercando una immedesimazione esistenziale con le domande dell'Autore, attraversandone l'inquietudine e mettendo in luce il carattere aperto e imprevedibile di questa attesa.
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Ricordare per vivere
di Gianmarco Casini, Giuliano De Angelis, Sofia De Marco, Tommaso Montecchi, Maria Agostina Scaletta
classe II B, Liceo Scientifico Tecnologico "Sarrocchi-Roncalli", Poggibonsi (SI)

Motivazione: per aver individuato in maniera puntuale e appassionata una tematica portante dell'opera pavesiana, provando a documentare il rapporto cruciale che vige tra il ricordo del passato, l'attesa del futuro e l'istante presente.
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Pavese e Leopardi. Cosa e perché attendiamo?
di Martina Tomasello
classe II F, Liceo Classico "Foscolo", Albano Laziale

Motivazione: per aver cercato di individuare in alcuni passaggi di Pavese e Leopardi gli istanti in cui si manifesta più intensamente un'attesa, a volte ricompensata da attimi di felicità, lì dove il mondo ci appare inaspettatamente al suo inizio.
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SEZIONE NARRATIVA

Presidente di Giuria: Prof. Gino Tellini, Università di Firenze

Lettere ad un uomo senza tempo
di Matilde Barbetti, Elisa Betti, Silvia Di Maggio, Valentina Fanfano
classe III B, Liceo Classico "Poliziano", Montepulciano (SI)

Motivazione: dalla reinvenzione romanzesca di dati biografici, il racconto trae un credibile autoritratto di Cesare Pavese. Si segnala l'originalità dell'impianto narrativo, che consente, con nitida scrittura e senza forzature, di liberamente interpretare taluni lati in ombra della personalità pavesiana.
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Medusa
di Filippo Maria D'Arcangelo
classe V G, Liceo Scientifico "Redi", Arezzo

Motivazione: fantastica variazione sul celebre dipinto, conservato al Louvre, La zattera della Medua di Théodore Géricault. L'asciutto resoconto del naufragio, animato con efficacia dal taglio narrativo in prima persona, rende con realistica evidenza il dramma delle illusioni cadute.
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Scrittura creativa
di Federica Capparelli, Rita D'Ario, Valeria Di Martino, Claudia Piscopo
classe V E, Istituto Superiore Statale "Mazzini", Napoli

Motivazione: taluni incipit pavesiani offrono lo spunto per brevi sequenze narrative. Originale l'impostazione di fondo e meritevole d'attenzione anche il fatto che venga proposta volta per volta una diversa tipologia di racconto, che varia via via di tono e di registro espressivo.
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SEZIONE ARTE

Presidente di Giuria: Dott. Marco Vianello, Università Cattolica di Milano

Destino
di Valentina Colosimo
classe I A, Liceo Classico "Cicognini", Prato

Motivazione: il lavoro si presenta molto originale e ricco di aspetti da sottolineare. Innanzitutto va menzionata la scelta del fumetto come modalità espressiva. Questo ha certamente richiesto un notevole lavoro, con esiti apprezzabili sia sotto l'aspetto del disegno che sotto quello della composizione della pagina. Nell'ambito di questa scelta formale, sono poi di grande qualità la dinamica del rapporto tra bianco e nero e il taglio delle singole scene, che portano ad un'accentuazione drammatica perfettamente attinente al tema trattato. Inoltre, di grande modernità è la modalità compositiva della pagina, che abbandona lo schema classico della striscia per una dinamica più libera e creativa, che mantiene fino in fondo la sua freschezza pur "strizzando l'occhio" ai più grandi disegnatori contemporanei. Infine, da segnalare è la capacità da parte dell'autore di attualizzare – e quindi rendere più suo - un contenuto "scolastico" attraverso il linguaggio di quella che evidentemente è una passione personale.
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Esame di coscienza
di Sara Acciai
classe I A, Liceo Classico "Cicognini", Prato

Motivazione: anche in questo caso come primo aspetto è da sottolineare la scelta di un mezzo espressivo impegnativo, che esige un lavoro di gruppo, il coordinamento di più persone che svolgano ruoli diversi per giungere ad un esito unitario e competenze tecniche non immediate. L'esito, pur perfezionabile sotto alcuni aspetti (come per esempio la pulizia o il controllo dei volumi nel mixaggio delle tracce audio), è di buona qualità. Questa deriva anzitutto da un'attenta lettura e selezione dei testi di Pavese, che ha portato alla stesura del copione secondo il quale si sono poi mossi gli attori e la voce fuori campo. In secondo luogo, apprezzabile la scelta dell'ambientazione, che nella sua semplicità fa da controcanto alla situazione interiore del protagonista. Infine, perfettamente coerente la colonna sonora, con brani scelti nel panorama della musica contemporanea per una consonanza di posizione umana. Nel complesso, quindi, questo lavoro denota una grande passione e il desiderio di confrontarsi davvero con il tema proposto, andando a fondo dei contenuti e comunicandoli poi in una forma che, rispettandoli a pieno, diventi però anche specchio della lettura personale degli autori.
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Attesa fredda
di Lorenzo Burzi
classe II F, Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: la capacità di cogliere, come confessato dall'autore, la consonanza tra una situazione quotidiana e un contenuto "letterario" denota un lavoro di comprensione e di analisi a fondo di quest'ultimo, fino a giungere ad una sorta di immedesimazione, di abilità nel ritrovare questo nella realtà di tutti i giorni. Ma tale elemento sarebbe incomunicabile se non tradotto in una forma adeguata, come invece accada in questa fotografia. L'inquadratura mette mirabilmente in rapporto un ambiente, le cui caratteristiche sono il vuoto, il bianco e la scansione geometrica, con una figura umana, seduta e caratterizzata da toni scuri. Nell'angosciante ripetizione di ritmi orizzontali e verticali la donna segna come una pausa inaspettata, che diventa quindi semanticamente fondamentale. Ne scaturisce infatti una dinamica notevole, che cattura lo sguardo dell'osservatore e finisce per evidenziare come centro ciò che è compositivamente decentrato. Tutto questo concorre a evidenziare il senso di sospensione e di attesa che l'autore ha saputo cogliere un attimo di realtà quotidiana e che è stato mirabilmente trasfigurato come espressione del tema proposto.
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MENZIONI

- Amara rassegnazione
di Livia Ridolfi
Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: pur con alcuni limiti formali, di questo lavoro è apprezzabile la scelta dell'inquadratura e la composizione della scena, che efficacemente veicolano e sviluppano il tema proposto.

- Come Norma Jan
di Giulia Dorati
Liceo Classico "Michelangiolo", di Firenze

Motivazione: interessante è il tentativo di mettere in relazione due personaggi (Cesare Pavese e Norma Jane) che, pur con le dovute differenze, sono comparabili dal punto di vista dell'esperienza umana. E quindi anche il richiamo a Warhol, che proprio nella sua "Marilyn" aveva voluto in qualche modo evidenziare la non corrispondenza tra la diva da tutti invocata e la donna reale, acquista un valore che va oltre la semplice citazione stilistica.

- senza titolo
di Leonardo Panizza
Liceo Scientifico "da Vinci", Trento

Motivazione: si segnala il presente lavoro per la scelta del mezzo espressivo e perché la melodia risulta efficacemente attinente al tema, aiutando l'immedesimazione in quelli che dovevano essere gli stati d'animo del grande scrittore italiano.

- L'attesa e la rinuncia
di Franco Marco
Liceo Classico "Michelangiolo", Firenze

Motivazione: il lavoro esprime una notevole padronanza dell'uso del colore, del disegno, della gestione dello spazio e del gioco di luce sul corpo della donna, sul panneggio del letto, sulle pareti della stanza, riuscendo ad esprimere con grande realismo i volumi ed i corpi. Notevole anche l'equilibrio dei rapporti cromatici fra il chiarore diffuso della parte superiore ed il marrone scuro, denso, del letto. Il nudo di donna emerge così in modo nitido e puro in una cornice che lo esalta. Ottima anche l'atmosfera di silenzio e di attesa che viene espressa.

SEZIONE PROGETTO DIDATTICO

Presidente di Giuria: Prof. Riccardo Bruscagli, Università di Firenze

Cesare Pavese: "Quella strana immunità in mezzo alle cose"
delle Prof.sse Paola Campanini, Giovanna Coltorti, Eleonora Tomasucci, Emanuela Rossi
Liceo Scientifico Statale "Guglielmo Marconi", Pesaro

Motivazione: il progetto è molto bello: colto, fantasioso, e presentato in forma lodevolmente affabile e comunicativa. L'opera di Pavese e il suo ambiente intellettuale sono indagati con finezza, senza pedanterie manualistiche; l'incrocio con altre discipline otre all'Italiano (Letteratura Inglese, Storia dell'arte) funziona a meraviglia; ma, soprattutto, appare pregevole la struttura dell'elaborato, rivolta a presentare il messaggio di Pavese ad un pubblico anche non specialistico, attraverso un calcolato incastro di citazioni testuali e di suggestioni figurative.
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Cesare Pavese : "Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?"
della Prof.ssa Margherita Rabaglia insieme agli studenti Saverio Cicchella, Valerio Bigliardi, Elisa Cianci, Naestridy Vieira De Jesus della V B
Istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione "Giuseppe Magnaghi", Salsomaggiore Terme (PR)

Motivazione: il progetto è apprezzabile soprattutto per il suo formato - interviste, a studenti, docenti, e, infine, a Pavese stesso - che permette di ricostruire con particolare freschezza e immediatezza non solo il messaggio e la personalità dello scrittore, ma anche di testimoniare il suo persistente fascino sui lettori odierni.

L'illusione dell'impossibile ritorno
del Prof. Leonardo Pasqualetto e Prof.ssa Chiara Marinello, insieme agli studenti della V ginnasio, della I Liceo e della III Liceo
Liceo Classico "Giovanni Paolo I", Venezia

Motivazione: progetto impegnato e didatticamente proficuo, che trova il suo fuoco nell'allestimento di un'interessante 'mappa concettuale'. Buone le analisi dei singoli testi, sia pure all'interno di un impianto complessivamente tradizionale.
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