Esame di maturità 2026
Pubblichiamo l’articolo di Davide Rondoni sull’esame di maturità, perché lo riteniamo un punto di vista che permette una riflessione sull’insegnamento della letteratura italiana. Il poeta sottolinea la bassa percentuale di coloro che hanno scelto la traccia sulla poesia di Pavese, perché a suo parere questo è segno della poca familiarità che gli studenti hanno a scuola con la poesia e ne fa implicitamente responsabili i docenti ed il sistema scolastico tutto.
Al di là delle varie considerazioni che si potrebbero fare sull’intervento di Rondoni (alcune ci trovano concordi altre meno) ci sembra significativo del bisogno che sempre più ha la nostra scuola di valorizzare ed incrementare esperienze come quella dei Colloqui Fiorentini e degli altri convegni proposti da Diesse Firenze, perché mettono al centro della didattica l’incontro con i testi e con l’oggetto di studio, valorizzando la capacità degli studenti, se guidati nel percorso di conoscenza da insegnanti capaci, di leggere, comprendere, penetrare il testo nel suo valore di provocazione alla vita, al cuore e alla mente per un’esperienza di reale conoscenza di sé e dunque di effettiva formazione. Non è solo la poesia che ha questo potere, ma certamente nell’insegnamento della letteratura manca la consapevolezza della precedenza che il lavoro sui testi ha e deve avere rispetto a qualsiasi altra attività. Una centralità del testo che, però, non deve essere finalizzata all’analisi asettica dello stesso, ma al confronto vivo e appassionato fra il perfetto connubio di forma e contenuto che il testo stesso è e la coscienza, la vita, la persona degli studenti.
IL 5% CHE HA SCELTO PAVESE E UNA SCUOLA CHE SVILISCE IL VALORE DELLA POESIA
Domande scomode e un appello a chi insegna
DAVIDE RONDONI
Pubblicato su AVVENIRE il 24/06/2026

